GIROVINANDO E DINTORNI

Io e le mie Radici

Irpinia, veduta panoramica

Da qualcosa bisognava pur partire. Stai li che ci pensi e ci ripensi, fissi un punto nel vuoto e aggrotti la fronte come se, chissà per quale strana ragione, credi che più la contrai e più l’idea che ne verrà fuori sarà geniale e produttiva. Inizio a tamburellare il dito sul tavolo con un’imbarazzante regolarità, in perfetta sincronia con le lancette dell’orologio. Penso e ci ripenso. La domanda ridondante è sempre la stessa: da cosa comincio per attrarre un po’ di curiosità, per innestare il giusto entusiasmo ai miei compagni d’avventura? E alla fine ho deciso: parto dal cuore, parto dalle mie radici. Non dirò tanto di me, non occorrerà presentarmi con un temino da liceo, perché a parlare saranno la passione e la dedizione che ci metto in quello che faccio, queste quattro righe che trasuderanno di sentimenti contornate da poche e solite nozioni un po’ boriose.  Nella frenesia della modernità, tra un mucchio di cose inutili che prepotentemente ci circondano e ci rendono la vita troppo comoda, spesso ci sentiamo spaesati e soli, abbiamo l’impressioni di essere saliti su un treno del quale non conosciamo né il tragitto che percorrerà  né la destinazione da raggiungere. In questa vorticosa sensazione di spaesamento, una sola cosa resta certa: le radici da cui proveniamo. Oltre quei tetti che nascondono e sovrastano magnifici paesaggi naturali, sotto illimitati strati di cemento e asfalto, nel baccano dello sviluppo della civiltà, c’è sempre un angolo non contaminato dove si può ancora respirare il profumo del proprio ego, nella sua più semplice e genuina essenza. Svestendoci di tutte le inutili etichettature dettate da inconsistenti cliché, e rivestendoci di curiosità e voglia di percepire tutte le inebrianti sensazioni inizio a presentare la mia Irpinia.

Avellino e la sua provincia preservano da tempo un crogiuolo di ricchezze che poco vengono valorizzate, che pochi ne conoscono la preziosità. Come ogni territorio che ha la sua storia e tradizione, anche l’Irpinia ne può vantare con indiscutibile orgoglio con i suoi più noti e genuini prodotti simboleggianti la tipicità, termine che addensa le componenti indistinguibili che raccontano di una terra vivida di cultura dove sono impiantante radici ben assestate. Territorio sconfinato per il suo patrimonio e per estensione geografica (basti pensare come cambia, ad esempio, la cucina o il dialetto o il clima tra le cinque aree provinciali: area Terminio Cervialto, area Vallo Lauro e Baianese, area Serinese Solofrana, area Alta Irpinia, area Partenio, area Valle Ufita) raccolte tutte nell’epicentro del capoluogo di provincia e incorniciata da imponenti massicci Picentini e del Partenio.

Per non appesantire la descrizioni con boriosi concetti nozionistici, vi invito a sederci tutti alla ricca tavola irpina, dove potrete apprezzare tutti i sapori nostrani. Dalla castagna di Serino a quella di Montella e del Prete, dai prodotti caseari (fior di latte Appennino meridionale, Pecorino di Laticauda, il caciocavallo podolico, la ricotta manteca e di laticauda, il pecorino bagnolese, di Carmasciano,  fresco e stagionato,) alle perle oleari (Olio extravergine di oliva Irpinia Colline dell’Ufita, l’oliva masciatica, ogliarola e masciatica) , alle primizie della terra (pomodorino corbarino, melannurca campana Igp, la ciliegia melella e di San Pasquale, la cipolla ramata di Montoro, i fagioli tabacchini e dall’occhio, la nocciola Camponica, di San Giovanni, di Mortarella, di san Martino, la noce Malizia, la Pera del Rosario, Mastrantuono, Sant’Anna, sorba, spina, il Tartufo nero di Bagnoli e il fungo porcino), continuando con i tanto invidiati vini (Fiano, Greco di Tufo, Taurasi e la benvenuta Irpinia) fino ad arrivare a ghiotti insaccati (il salame e il capicollo di Mugnano del Cardinale, la soppressata irpina, per citarne alcuni) e finire con gustosissimi dolci e affini (castagnaccio, il torrone copeta e il pan torrone, e il più noto di Ospedaletto d’Alpinolo, il miele di acacia, di castagno, di girasole, di sulla e millefiori). Una carrellata di prodotti a mo’ di lista della spesa, forse un po’ tediosa ma questo è solo un compendio  per iniziare. Affacciandoci nel variegato mondo enogastronomico, cercheremo di compiere insieme un viaggio in un universo sconfinato e costantemente sorprendente. Concluse le formalità, non ci resta che iniziare sul serio!

Il cantiniere

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