I CANTINIERI

Il Sociale Annito Abate ne ‘… la vendemmia dei bambini…’

appunti di una vendemmia: frammenti di un vecchio disegno

appunti di una vendemmia: frammenti di una vecchia foto

… ed è nel tentativo di salvare dal macero tutti i miei quaderni di appunti, che trovo le tracce di una giornata davvero indimenticabile. Lo sgombro della vecchia biblioteca di famiglia sarebbe continuato inesorabile, infatti, se non avessi aperto proprio quel taccuino, ormai pieno di polvere, che non sapevo come, fino a questo momento, avesse potuto tenere tanto celate le stille di una gioia, semplice e schietta, quella che sgorga sincera per aver anticipato un sogno … gli appunti della vendemmia di tanto tempo fa, quelli di prima che tutto accadesse, quelli scritti di getto nella speranza di farne chissà.cosa e chissà.per.chì ! Sono seduto, ora, e rileggo le parole scolorite dal tempo ma nitide e vivide nella mente ed, aggiungo, anche nel cuore.

Sono seduto e solo la consapevolezza che devo continuare a leggere e scrivere impedisce ai miei occhi di riempirsi del liquido sapido, indotto dalla valanga emozionale, che mi pervade e che mi impedirebbe di mantenere asciutta l’anima e la carta che ho davanti.

Quell’anno nulla faceva presagire che sarebbe stato un grande anno, tutto era andato storto, ma la natura, burlona, sorniona e beffarda, sapeva prendersi gioco delle errate aspettative umane, nell’attesa di donare alla terra, ed a chi la abita, cose magiche e meravigliose.

Antonia ed io ed amavamo discendere i colli in un rito stagionale che facevamo percorrendo lo stesso tragitto, entrambi ci impegnavamo in maniera maniacale a fare sempre lo stesso percorso, in un giorno preciso, di un mese preciso, delle quattro stagioni … e lo stabilivamo insieme, all’inizio di ogni anno, e lo scrivevamo sul taccuino bordeaux … si proprio quello bordeaux … perché ci piaceva dirlo in francese.

Salivamo in cima alle vigne per una “strada distratta” e ne discendevamo i clivi per una “marcia attenta”: si seguiva una pista battuta ormai da tempo, calpestando le stesse pietre … infisse, lì, apposta nella terra … sfiorando gli stessi alberi, accarezzando le nodosità … in un saluto a loro, che significava … come va? Toccando i pali capotesta delle vigne ci sembrava di doppiare le boe come in una regata … quasi a scongiurare possibili penalizzazioni o squalifiche … i fiori no … quelli si dovevano assolutamente evitare per non essere “puniti” davvero … ma poi da chi? … e perché? Non ci facevamo queste domande, eravamo certi di questa cosa ed a noi stava benissimo così !

Le soste di controllo, quelle, erano si che erano sacre … fermarsi, guardare, annotare, fotografare; Antonia amava prendere qualche “appunto della natura”, schizzare in pochi segni i suoi tratti salienti, scrivere sui bordi del foglio, note, impressioni, colori, profumi, sensazioni, emozioni.

Che bello che era !

D’inverno che fatica era restare in piedi sulla neve soffice cercando di evitare la tentazione di trovare appiglio nei rami, scuri tra i bianchi, ed appena potati … pochi i profumi, certamente coperti dalla pungenza del freddo, pochi i colori, anzi, davanti a noi un paesaggio, praticamente, bi.cromatico: due uniche tonalità per sfoggiare metallici chiaroscuri, ombre e luci che moltiplicano le probabili tonalità.

La primavera, esuberante nella sua rinascita … la sosta avrebbe dovuto certamente essere più lunga per ammirare l’impeto della natura ci eravamo impegnati a rispettare precisi tempi di permanenza. Salutavamo allora, in fretta, profumi e colori come amici che tornano a casa da un lungo viaggio e che, sempre, ogni anno, si presentano rinvigoriti per iniziarsi a nuova vita.

L’estate, ci bacia con il suo solito calore e, solare come sempre, induce trepidazione e triboli: un occhio alle piante ed uno al cielo, poi si guarda in alto e subito alla terra, poi il sorriso di Antonia che, volto alla vigna, mi rassicura, che tutto andrà bene.

In autunno la magia regna sovrana, per i colori, per l’aria, per i venti e per le vibrazioni che la terra emette, nella speranza di smettere di soffrire ma che, soffrendo, regala vita sottoforma di bacche scure e chiare, frutti in essere che nel divenire sanno imprigionare prodigiosi aromi da disvelare nel tempo … solo in questa stagione le maniacali visite “guidate”e “pre.stabilite con largo anticipo” si intensificano, passando da quelle stagionali a quelle settimanali, poi, inevitabilmente quotidiane, quando la turbolenza giunge al parossismo … infine, d’accordo tutti insieme zuccheri, colori ed aromi, arriva il momento giusto tanto atteso: si vendemmia !

Anche il tempo sembra essere d’accordo !

Sensazioni ed emozioni sottoforma di appunti, presi e trascritti sulla carta, sono custoditi dentro di noi per essere poi elaborati, succede, ormai, da anni. Durante le nostre visite maniacali, vediamo, sentiamo, tocchiamo, udiamo ed infine gustiamo … memoria, esperienza, emozione per assistere incantati al miracolo di ogni anno.

E quell’anno fu davvero speciale e speciale fu il nettare che, oggi, fortunati noi, possiamo dire di aver contribuito a generarlo.

Ma ancora più speciale fu la “prima volta”, quando nulla era in programma e nulla faceva pensare che cosa sarebbe diventato, di li a poco, il nostro sogno.

Ora dico, l’essere stati invitati alla vendemmia di un’altra terra, in un’altra vigna, con altra gente fu poi così casuale? O il destino, sornione, si stava divertendo a cesellare uno dei futuri possibili?

Antonia, piccola tra altri piccoli, su impulso della proprietaria del fondo, fu coinvolta a pigiare, scalza, i grappoli d’oro appena recisi dai tralci e separati dai pampini bruciati in tinta d’autunno; tutti i bimbi, in una danza turbinosa, trasformarono i frutti nel mosto di un vino che poi non fu mai bevuto (almeno da me) e che, dal giorno della festa, ribollì non si sa per quanto tempo e, sinceramente, non importa neppure ora. E’ vero, invece, che quell’evento rimase nei ricordi di Antonia, a tal punto, da trasformarsi in gaio presagio.

Per un attimo guardai mia figlia, immersa fino ai polpacci nel caldo liquido che si andava formando, per un istante anche lei si fermò in un’immagine statica di contrappunto alla dinamica degli altri movimenti tutti intorno … nessuno si accorse di nulla, ma noi fummo d’accordo nello stringere un patto, scegliere, in quell’istante di tempo immobile quale sogno coronare … solo ora comprendo come il fato ci permise, solo per un frammento di tempo, infinitamente piccolo, di vivere nell’intesa perfetta, di capire e decodificare.

Tutto questo, ora, come detto, rimane nelle poche righe di un taccuino impolverato, imprigionato tra i libri della vecchia biblioteca che sta per essere trasferita … questo ricordo che costituisce, oggi, la consapevolezza che qualcosa di bello è successo.

Sugli appunti rimane anche un verso di una poesia di Arthur Rimbaud che ci piaceva recitare lungo le nostre marce, insieme, a voce alta, all’unisono … quasi un mantra che faceva così: da otto giorni stracciavo le mie scarpe sui sassi delle strade … ma a noi piaceva anche declamarlo in francese … depuis huit jours j’avais déchiré mes bottines aux cailloux des chemins

… Tenuta l’Antonia 16.5 ettari, 15 vitati ed 1 sperimentale, posta tra bellissimi colli è l’azienda vitivinicola di fantasia di cui esiste, però, la reale storia della sua nascita, delle vicende produttive e dei suoi vini che, chissà, a tratti potrà essere raccontata aprendone il taccuino; in questa occasione, essa, ha ispirato questo ipotetico spaccato della sua vita …

P.S. si dice che sognare un vigneto rappresenta il frutto del lavoro e delle esperienze di vita accumulate … chissà se è vero! …

Annunci

One thought on “Il Sociale Annito Abate ne ‘… la vendemmia dei bambini…’

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...