APPUNTI DI DEGUSTAZIONE

IL CANTINIERE VALENTINA TACCONE: ‘FALANGHINA DEL TABURNO DOC 2008 – CANTINE TORA’

FALANGHINA DEL TABURNO DOC 2008 – CANTINE TORA

SCHEDA TECNICA                                        

Tipo:   Falanghina del Taburno Doc 2008

Vitigno /Uvaggio: Falanghina in purezza (100%)

Zona di produzione: Colline Torrecusane

Sistema d’allevamento     Controspalliera

Densita’ d’impianto :  2.500 Piante/ha

Esposizione dei vigneti :   esposti a sud-est a 300/380 m s.l.m. circa

Vendemmia :    Raccolta Manuale II Decade di Ottobre. Uve selezionate di annate particolari

Vinificazione: Pressatura Soffice. Defecazione Statica a Freddo

Affinamento:  Fermentazione Alcolica a Temperatura Controllata intorno di 5°C c.a per circa 10 mesi.

Gradazione: 14% Vol.

Enologo:  Angelo Valentino

DEGUSTAZIONE a cura di Valentina Taccone

Una domenica divina direi, se l’immaginazione consente di pensare che re Mida ha versato una colata d’oro nel bicchiere. Forse  un esordio con troppi fronzoli e pomposità visto che ci stiamo avviando ad una degustazione di una strepitosa e ‘terrestre’ Falanghina del Taburno. Non c’è che dire! Non è troppo, a mio parere, sostenere che l’occhio va almeno due volte stropicciato all’incredulo giallo dorato e persino brillante, visti i riverberi lucentezza per quante volte le pareti del bicchiere sono accarezzate da quest’etichetta. Troppo per un vino fermo? Forse…no! Io che sono natia di terra irpina o, per intenderci, abitante nella provincia delle due signore dei bianchi campani, il Greco di Tufo e il Fiano di Avellino, mai mi sarei immaginata di restare sorpresa e affascinata da questo prodotto. Forse, per questa volta, ho lasciato un po’ di disparte l’umiltà e mi sono armata di troppa tracotanza . Che errore! 

All’olfatto più complesso che intenso, ma qui è stata davvero una dura battaglia. L’ago della bilancia ha ceduto al raffinato e ampio ventaglio di profumi. Frutta in primis: ananas, albicocca matura, banana, e primizie esotiche in generale. Una soffio d’estate in una domenica uggiosa (tanto per dire, oggi davvero piove!). Fiori bianchi e anche un fragrante odore di crosta di pane. 

Nonostante la gradazione sia alta per una falanghina,  in primis si riconferma la speciosità ritrovata nell’analisi precedente. La sensazione pseudo calorica  ritorna dopo qualche istante ma senza disturbare troppo.

Personalmente, vista l’aromaticità e la complessità,  ho voluto fare un tentativo culinario azzardato che,ho trovato ‘azzeccato’: scialatielli speck, radicchio e gorgonzola. E allora? Eh si, sto matrimonio s’ha dovuto proprio fare. Un ringraziamento sentito a Sabatino Randazzo, collega sommelier e amico, che ha permesso di apprezzare questo specialissimo cadeau. Prosit a tutti!

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