GIROVINANDO E DINTORNI

PRIMO APPUNTAMENTO DE LA CONGREGA DELL’UBRIACO ERRANTE: DIARIO DI VIAGGIO ALLE CANTINE DI MARZO

Prima uscita de La Congrega dell’Ubriaco Errante alle Cantine Di Marzo di Tufo.  Da sinistra: Felicia Pennisi, Federico Preziuso,  Antonietta Romano, Valentina Taccone, Rita Lo Schiavo, Lucia Cioffi, Angela Argenziano,  Annito Abate, Franco Notarianni.  Grazie a tutti, Prosit!

 

13 Novembre 2011 – Cantine Di Marzo, alla riscoperta delle radici del Greco di Tufo. Primo appuntamento soddisfacente e di grande interesse per La Congrega dell’Ubriaco Errante che, con immenso piacere ha potuto visitare una delle cantine più rinomate e antiche della provincia. Il Mtv (Movimento Turismo del Vino) ha lanciato l’evento San Martino in Cantina, un appuntamento al quale non si poteva proprio mancare, e difatti non è stato mancato. Ad accoglierci con cordiale familiarità Ferrante Di Somma, nuovo patron del ‘laboratorio’ dell’uva trasformata, e Maria Acone, responsabile dell’organizzazione del nostro pomeriggio novembrino. Ore 17: raduno fatto….ma mancava qualcuno all’appello che, poi, ci ha raggiunti sorridenti. Dalla cantina, il gruppo un po’ appesantito per il pranzo domenicale  saliva sparpagliato per lo scalone ricongiungente a Palazzo Di Marzo, prima tappa da raggiungere. Sospesi tra l’arcata d’entrata dell’edificio e un paesaggio mozzafiato nonostante fosse i momento dl vespro, gli Erranti si sono lasciati affascinare dal racconto di alcuni cenni storici. Un lungo balzo nel 1647, epoca cruciale per  i produttori di una delle signore irpine, Scipione di Marzo, capostipite della famiglia, si vide costretto a lasciare San Paolo Belsito, tempo in cui imperversava letale la peste. La leggenda ci informa che proprio a Tufo, Scipione portò un vitigno noto ancora oggi, l’Asprinio di Nola, per piantarlo nell’allora adottiva provincia irpina e dare vita al Greco di Tufo. Dopo aver proseguito con altri riferimenti storici, da Francesco Di Marzo e la rivalutazione e la lavorazione dello zolfo, fino a Donato e ad Alberto Di Marzo, arriviamo alla famiglia Di Somma, diretti discendenti della citatissima famiglia Di Marzo. Aperte le porte della Cantina, ci ritroviamo in un androne che conserva oggetti che hanno permesso alla viticoltura locale di diventare, e di fatto di essere, una delle più invidiate a livello nazionale.

Oserei dire, un modesto museo di antiquariato. Ogni oggetto, a modo suo, ha qualcosa da raccontare, oltre ad essere stato un valido strumento per la produzione dell’ambrosia di casa nostra, l’Irpinia. Il nostro territorio, per quanto resti ancora immutato, a volte viene un po’ dimenticato e non è ancora valorizzato nella giusta maniera. La provincia avellinese, inopinabile quanto sto per dire, è terra di prodotti di inestimabile qualità. L’impegno e la consapevolezza dei suoi conterranei è ancora latente e dormiente. A tal dire, chi ha preso le redini di questa cantina storica, insegue proprio quest’obiettivo: rivalutare i propri prodotti e lanciarli sul mercato. Il tour è andato via via a continuare tra i suggestivi cunicoli che ospitavano le prossime annate.  Tini d’acciaio conservavano il prodotto delle prossime annate e proprio qui, al momento di una breve sosta nell’elencare le nuove strategie di vinificazione adottate, i visitatori si intrattenevano curiosi e interessati. Dal Greco al Fiano, fino all’Aglianico, siamo passati alla sala dello spumante dove viene prodotta l’etichetta Anni Venti (così chiamato in relazione alla datazione della prima produzione vinicola). E’ proprio lo spumante, insieme allo stesso aglianico a lasciarci un po’ sorpresi. Partendo dal primo, per quanto il perlage fosse inesistente, il metodo classico non si smentisce e ci offre una bollicina profumata e fragrante. Sull’Aglianico qualche incertezza: il vitigno, noto per la sua robustezza, era piuttosto leggero o come è stato definito dal padrone di casa, un vino da accompagnamento a una cena leggera o persino per un aperitivo.  La nuova politica di vinificazione non ha convinto del tutto e tutti ma, come si sa, davanti alle novità non tutti si è concordi. I padroni di casa, con indiscutibile generosità ci hanno fatto degustare le altre etichette rappresentative dell’azienda, oltre ad averci concesso un ghiotto e ricco buffet del quale in molti hanno gradito con piacere, eccome! Alla fine di questa giornata, qui raccontata come una modestissima pagina di diario, resta il piacevole ricordo un gruppo unito e allegro. Un ringraziamento a tutti è doveroso. Prosit!

Per l’album fotografico vai al link 

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4 thoughts on “PRIMO APPUNTAMENTO DE LA CONGREGA DELL’UBRIACO ERRANTE: DIARIO DI VIAGGIO ALLE CANTINE DI MARZO

  1. Caro Annito, hai proposte in particolare? Sono in attesa di risposte definitive (tanto per ricordarne una, la verticale presso cantine Lonardo….). Che ne dite di andare insieme all’Anteprima Vitigno Italia? Ad ogni modo, work in progress 😉

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