IL PRONTUARIO DEL SOMMELIER/VITIGNI

IL CANTINIERE VALENTINA TACCONE: ‘LAGREIN, COME SI PRONUNCIA?’

Al solo nominare questo vitigno, le aspettative di degustare un’etichetta di valore sono certe e assicurate. Ma il dubbio di come articolare il vitigno dell’estremo nord è affare un tantino scomodo sia per coloro che non hanno la certezza di come si debba pronunciare in corretta guisa,  sia per chi di tedesco mastica poco o niente e si affida al ridondante e modaiolo cliché di pronunciarlo secondo le norme della fonetica francese o ancora per chi crede di doverlo enunciare come se si trattasse di un lessema dell’ italiano standard (per l’appunto, come lo si legge). Ma è corretto? Cerchiamo di fare chiarezza riportando qualche motivazione valida e attestata, tra radici storiche e collocazione geografica. Testimonianze risalenti al XVI secolo iniziano a parlare di un pregiato vitigno a bacca rossa che trova il suo habitat naturale in Alto Adige. Specialisti hanno attestato per evidente assonanza che la parola Lagrein derivi da Lagara, colonia della Magna Grecia. Ma soffermiamoci  brevemente su questo vitigno dal quale si ha l’omonimo vino. La classificazione di questo vitigno, varietà autoctona dell’Alto Adige, si può distinguere  per biotipo o per tipologia. Rispettivamente al primo, ovvero per differenziazione di forma e dimensione del grappolo, conferenti caratteristiche organolettiche  molteplici e adattate al rispettivo: dunque, abbiamo Lagrein a grappolo corto e Lagrein a grappolo lungo. Per esclusione alla prima abbiamo la seconda opzione che , invece, riconosce le tanto note tipologie: Kretzer o rosato e Dunkel o scuro. Piccola chicca, per chi non ne fosse a conoscenza, nel 2004 è stata accertata la parentela del Lagrein al Teroldego e al Marzemino

 

 

 

In prevalenza, l’Alto Adige o Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol ospita comunità italofone . Senza soffermarci a dare nozioni pari ai libri di scuola media, passiamo ad osservare cosa si evince dallo studio linguistico effettuato su quest’area. Nello specifico, in Trentino abitano parlanti di lingua italiana e, per esclusione una minoranza le comunità germanofone (è bene dire, che nella classificazione di queste ultime, abbiamo Mocheni nell’alta Valle del Fersina o Valle dei Mocheni, e Cimbri, presenti  nel comune di Luserna).  L’Alto Adige, al contrario, accoglie parlanti  germanofoni e di dialetto sudtirolese, con una  percettibile presenza di italofoni.

Piccolo appunto per il Trentino-Alto Adige: alla parlata degli abitanti dello stivale si accosta una minoranza linguistica ladina, lingua retoromanza. Quest’area nota come Ladinia, alla quale va aggiunta  una parte del Veneto, viene suddivisa in cinque vallate: Val Gardena (BZ), Val Badia (BZ), Val di Fassa (TN), Livinallongo del Col di Lana (BL) e Ampezzo (BL), ciascuna delle quali ha una sua precisa e palesata variante linguistica. Attualmente, per favorire lo sviluppo linguistico-culturale di questa zona, è stato proposto e applicato il progetto SPELL, che ha creato una lingua standard, o meglio ladino standard sul modello del romancio nel Cantone svizzero dei Grigioni, abbracciante  gli aspetti più simili delle analoghe parlate.

Avendo dato delle succinte e abbastanza chiare informazioni utili a dare una risposta al quesito proposto (almeno questo era l’intento iniziale e l’augurio di buona riuscita è sperato!), possiamo concludere dicendo che:  la presenza di parlanti di lingua tedesca, ci consente di dire con certezza che la parola Lagrein va letta con pronuncia tedesca. Per chi non avesse confidenza con tale lingua, si ricorda che i dittinghi  ai ed ei  si leggono [ai] e pertanto la parola Lagrein si legge come /lagrain/. Svelato l’arcano, ora non ci resta che apprezzare una bella bottiglia di Lagrein (e ora che si è in possesso delle conoscenze fonetiche ad hoc, si sa pure come pronunciarlo). Come sempre e immancabile, prosit a tutti voi. 

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7 thoughts on “IL CANTINIERE VALENTINA TACCONE: ‘LAGREIN, COME SI PRONUNCIA?’

  1. Grazie Cantiniere, interessante ed esaustivo articolo! Dato che ho sempre sbagliato a pronunciarlo, ora mi toccherà abituarmi a chiamarlo nella giusta maniera…e sono certa che mi riuscirà più semplice assaporandolo dal bicchiere, piuttosto che leggerlo nelle etichette.

  2. Cara Lucia, grazie a te per aver dedicato un po’ di tempo alla lettura di quest’articolo. Non ci resta che degustarlo insieme 😉

  3. Brava!Son d’accordo con Lucia :esaustivo e interessante……tanto da inserirlo nella mia tesina su Lombardia e Trentino!!

  4. @Lello Tornatore_ Caro Lello, dividere una bella etichetta con Lucia è solo un immenso piacere…e poi come dice un noto detto, un po’ storpiato da me (eheheehehe!), una scocchetella a per uno nu fa male a nisciuno.
    @ Gennato Albano_ Sono davvero molto lusingata dal tuo commento, speriamo di scrivere sempre di argomenti interessanti. A presto!

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