BEER TO BEER, IN ALTO I BOCCALI/I CANTINIERI

IL CANTINIERE VALENTINA TACCONE – DIECI DOMANDE AD ANTONIO DE FEO, VINCITORE DEL II CONCORSO HOMEBREWERS

Antonio De Feo, vincitore del II Concorso Homebrewers

Faccia pulita, sorriso solare e un po’ da guascone, e sguardo sagace di chi la sa lunga, questo Antonio De Feo, taurasino doc (o per meglio dire Docg, vista la collocazione enografica ) ma residente ad Altavilla dove oggi vive insieme alla sua famiglia. Di birra ne mastica un bel po’, ma forse dovremmo dire ‘ne beve’, e ce lo ha dimostrato nell’intervista che ci ha rilasciato con repentino interesse. Biologo, oggi svolge con dedizione il ruolo di responsabile di un’azienda irpina e ha saputo unire e portare avanti la sua passione di HB. Il vincitore del II Concorso Homebrewers si lascia così intervistare con piacere in dieci domande, sentiamo cosa ha da dire:

1. Antonio De Feo, vincitore del II Concorso HB. Tanti partecipanti e tutti concorrenti di alto livello. Domanda scontata ma, se lo aspettava? Qual è stato l’asso della sua manica?

‘’ In realtà, non me lo aspettavo per due semplici  motivi: il primo, perché birrifico da poco più di un anno ed il secondo è legato alla numerosa partecipazione degli homebrewers presenti, molto bravi, e cito a tal dire i famosi birrai ciociari. Non ho utilizzato nessun asso nella manica ma, durante la creazione delle mie birre ho cercato di seguire gli stili e di non creare birre estreme’’

2. Uno dei giurati, Marco Maietta, ha definito la sua birra una Weisse coerente al suo stile. Può descriverci la sua birra e la filosofia che ha adottata per realizzarla? Perché ha scelto di produrre una Weisse?

‘’ Come dicevo,  per creare una birra e seguire lo stile bisogna rifarsi alla guida ufficiale internazionale,  meglio conosciuta come BJCP (Beer Judge Certification Program). Questa birra è stata brassata seguendo la tecnica E+G (estratti+grani) , un metodo più semplice dove si utilizzano dei grani speciali in infusione con gli estratti di malto saltando il processo di estrazione degli zuccheri (Mash) che si effettua con la tecnica All Grain. Ho seguito alla lettera lo stile della Weiss utilizzando 50 per cento di frumento e 50 per cento di malto d’orzo, entrambi  maltati  ed utilizzando come luppolo l’Hallertau Hersbrucker,  abbastanza aromatico dal profumo e sapore molto delicato, e come lievito per la conversione degli zuccheri in alcool quello specifico per questo stile che rilascia e dona alla birra quel profumo di vaniglia e banana. Ho deciso di fare la Weiss in quanto è una birra dolce e profumata e apprezzata da molti”.

3. Tanti campioni di birra ma qualcuno l’ha colpito particolarmente?

” Delle birre che ho potuto assaggiare quella che mi ha maggiormente colpito è stata la Blanche arrivata quinta, nella quale buccia di arancia impiegata dava al palato oltre all’aroma anche l’amaro il tutto ben bilanciato con il coriandolo. Mi sarebbe piaciuto poter degustare tutte le birre presenti e condividere pareri e tecniche di birrificazione  degli altri homebrewers ma a causa di impegni improvvisi sono arrivato solo a fine serata”.

4. Cosa ne pensa del concorso che si è recentemente indetto? Ha qualche commento o giudizio in particolare da voler esprimere?

-” Il concorso è stato un bellissimo evento ben organizzato,  con il quale si è tentato di far conoscere il mondo della birra artigianale e di voler  far anche capire che la birra non è solo una bevanda per accompagnare una pizza, da bere davanti al bar o pub, o per dissetarsi d’estate. Questo evento ha dato la possibilità a noi homebrewers di  confrontarci e, degustando le nostre creazioni di capire come e dove  migliorare. Posso solo dire che eventi come questi andrebbero fatti più spesso e dovrebbero essere ben pubblicizzati”.

5. Homenbrewing e Homebrewers, cosa ne pensa di questa realtà in espansione: una passione che si sta sviluppando o è una tendenza momentanea?  Può darci un suo giudizio?

” Credo si tratti di una passione che si sta sviluppando e tenderà a crescere anche se  forse lentamente, soprattutto nel nostro territorio dove la fanno da padrone molti vini e le sbagliate opinioni che ha ancora la birra. Sono cresciuto in una realtà  dove molti non riescono a concepire l’idea che la birra artiglianale sia un ottimo prodotto a parità di prezzo rispetto al vino”.

6. Come e quando ha iniziato a dedicarsi al mondo del luppolo? Può dare qualche consiglio a chi si affaccia timidamente a questa passione?

Circa una anno e mezzo fa ho voluto sperimentare la birrificazione casalinga con un Kit o malto amaricato comprato in un centro commerciale.  Mi sono organizzato con lo stretto necessario ed ho messo a fermentare la mia prima birra, una bitter. E’ stata una grande emozione vedere fermentare il mosto e soprattutto degustarla  a tavola dopo due mesi di maturazione tra l’incredulità e lo scetticismo dei commensali. Dopo poco tempo mi sono organizzato per passare dai malti amaricati alla tecnica E+G creando proprio la Weisse (la Owl che ha vinto il concorso) e da circa 6 mesi ho iniziato a produrre birra in All Grain inaugurando il mio impianto autocostruito con la Blanche (la Dama Bianca classificatasi seconda). Consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono iniziare a birrificare in casa di partire  proprio come ho fatto io, dai kit per poi passare alla E+G e un giorno anche alla All Grain. Se si ha la possibilità è raccomandabile seguire un corso specifico o chiedere informazioni a siti specializzati come il forum di Birra Birra (http://www.birrabirra.altervista.org)  di cui sono l’amministratore ed è nato proprio con l’intento di aiutare e fornire consigli ai neofiti grazie anche al parere di numerosi homebrewers professionisti che fanno parte dello staff .

7. Tra i tanto birrifici artigianali nati per hobby e poi diventati una vera e propria attività,  Lei cosa ne pensa? Ha le stesse intenzioni?

” Tante passioni diventano attività e a chi non piacerebbe farle coincidere. Al momento mi dedico a questo meraviglioso hobby nei ritagli di tempo e produco pochi litri di birra per il piacere di pochi amici”.

8. La birra è per antonomasia di provenienza tedesca ma in Italia si sono raggiunti ottimi risultati. Lei cosa ne pensa della birra made in Italy?

” In Italia ci sono tantissimi birrifici artigianali e, come per i vini , c’è chi riesce a fare un buon prodotto e chi invece ha un buon marketing anche con prodotti non proprio al top. Sono molto fiducioso circa i birrifici italiani e molti di loro sono già affermati nel mercato sia nazionale che oltre confine”.

9. Irpinia, terra di vino. Taurasi, comune del barolo del Sud. Un taurasino vincitore di un corcorso birrario: cosa La spinge a scegliere la realtà del luppolo rispetto a quella dell’uva?

” Sono cresciuto a pane e aglianico e l’ho saputo apprezzare,  ma ciò non vuol dire che entrambi non possano convivere ed essere graditi. Preferisco la birra al vino in quanto è una bevanda con le stesse caratteristiche ma con sapori ed aromi completamente diversi che sono riusciti a stuzzicare sia il mio naso che il palato in maniera più energica”.

10 In conclusione, la sua birra preferita? Perché?

” Le birre che prediligo sono le anglosassoni come le India Pale Ale e le Porter. Le prime per i loro aromi rilasciati dalla grande quantità di  luppoli utilizzati che non risultano stucchevoli al palato ma le donano note fruttate e floreali molto persistenti dove i malti sono poco percepiti a differenza  delle  Porter dove  il sapiente utilizzo dei  malti tostati conferiscono a queste birre un corpo pieno ed un aroma e sapore di caffè e cioccolato,  ottima per un fine pasto da sorseggiare con una fetta di sacher davanti al camino”.

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