IL DIARIO DEL CANTINIERE: APOLOGIA DEL SOMMELIER

IL DIARIO DEL CANTINIERE, APOLOGIA DEL SOMMELIER – ‘ QUELLO STRANO CIONDOLO CHIAMATO….TASTEVIN!’

Servizi di brigata sommelier: ogni volta, che avventura!  Un’ora prima dello start up, c’è la monumentale vestizione: pantalone nero stretto ben in vita da una cintura o da una fascia elastica in tinta, camicia candidamente bianca, papillon ben cinto al collo, grembiule (spesso riportante il logo di appartenenza),  giacca spencer, spilletta e…..il ciondolante tastevin.

Tastevin, questo sconosciuto! Non manca un solo servizio in cui ogni volta, la domanda di rito è ricorrente. Due le situazioni standard: dito pronunciato in alto, occhio languido e vivido di un astuto guizzo di gioia credendo di fare il domandone del secolo che lascerà i commensali dello stesso tavolo a bocca aperta; oppure, timidamente imbarazzato per non sapere esattamente che cosa sia quello strano pendaglio che si dimena elegantemente a destra e sinistra quando si sta per raggiungere con celere abilità il nostro ospite che richiama con silenzio furtivo la nostra attenzione durante il servizio di mescita. ‘Signorina, mi scusi, cos’è questo strano ciondolo che ha al collo?’. Ed eccoci per l’ennesima volta a spiegare la storia di quello che or ora è diventato solo il simbolo della categoria. Diciamo che, fintanto si domanda per avere un chiarimento o un approfondimento, è solo che un piacere spiegare a cosa serviva il’cucchiaio’ da degustazione; ma sorprendenti sono le risposte congetturali che anticipano la risposta. Ed ecco che giungono dritte come un colpo in un occhio quesiti retorici quali:’ Signorina, mi scusi, quello che ha al collo è un posacenere? Non so dove ciccare la sigaretta e quindi ho pensato….’ . Ha pensato male, mio caro invitato! ‘Signorina, mi scusi, mi fa vedere come beve da li (‘li’ sta per ‘tastevin’)? Dopo vorrei provare anche io!’. Tantissime le domande poco pertinenti al caso ma vorrei chiudere con l’ultima, a mio dire, emblematica per chi svolge la professione: ‘Signorina, posso sapere cosa mette dentro quel pentolino?’ e in quel momento vorrei tanto rispondere: ’Caro commensale, in questo pentolino ci butteremo la pasta per sfamare tutti voi, altro che vino!’

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